Diritto di recesso vendite online: il cliente può pentirsi senza motivazione e lo devi rimborsare

scritto da Pellerito Fabio, in Normativa

Diritto di recesso vendite online: il cliente può pentirsi senza motivazione e lo devi rimborsare

Il Codice del Consumo stabilisce che per tutte le vendite a distanza effettuate tramite sito ecommerce, il cliente privato abbia la possibilità di “pentirsi” del proprio acquisto senza dare alcuna motivazione e possa rimandare indietro il prodotto al venditore, ricevendo dallo stesso un rimborso totale.


 

Tempo per concedere il diritto di recesso

Entro 14 giorni dal giorno in cui il cliente entra in possesso del prodotto.


 

Obbligo di informare i clienti della possibilità di recesso

Si tratta un passaggio fondamentale per il venditore. Occorre informare sui tempi di recesso, sulle eventuali spese che il cliente dovrà sostenere per restituire il prodotto e se ci sono clausole di esclusione (consentite dalla legge) per l’esercizio del diritto. Se il venditore omette di dare informazione, la tempistica per esercitare il diritto di recesso di estende ad un anno, o comunque fino a 14gg. dopo aver dato informazione al cliente.

Un altro passaggio fondamentale, spesso sottovalutato, è che il Codice del Consumo sancisce che il venditore deve fornire al cliente anche un “Modulo di Recesso”, che lo stesso possa compilare ed eventualmente inviare per raccomandata.


 

Modalità di recesso per il cliente

Al cliente basta inviare una comunicazione al venditore nei termini stabiliti, tramite email, form predisposto dal merchant, pec, raccomandata o qualsiasi altro mezzo di comunicazione che lasci una traccia giuridicamente valida.

Il prodotto può essere anche utilizzato al solo scopo di determinare la volontà di confermare l’acquisto. Qualsiasi altra manipolazione annullerà il diritto al recesso.


 

Restituzione del prodotto e relativo rimborso

E’ obbligo del cliente restituire il prodotto e le stesse spese di spedizione sono a suo carico, tranne diversa disposizione del venditore. Il prodotto deve essere restituito entro 14 giorni dalla data di comunicazione di recesso.

Il venditore deve rimborsare il cliente senza indugio e comunque non oltre 14 giorni dalla data in cui il cliente ha esercitato il diritto di recesso. In deroga a questa tempistica, il venditore può attendere la restituzione della merce e verificarne la sua integrità. Il rimborso deve essere integrale anche delle spese di spedizione sostenute dal cliente in fase di acquisto del prodotto.


 

Clausole di esclusione del diritto di recesso

  • beni confezionati su misura o chiaramente personalizzati;

  • beni che rischiano di deteriorarsi o scadere rapidamente;

  • beni sigillati che non si prestano ad essere restituiti per motivi igienici o connessi alla protezione della salute e sono stati aperti dopo la consegna;

  • beni che, dopo la consegna, risultano, per loro natura, inscindibilmente mescolati con altri beni;

  • bevande alcoliche, il cui prezzo sia stato concordato al momento della conclusione del contratto di vendita, la cui consegna possa avvenire solo dopo trenta giorni e il cui valore effettivo dipenda da fluttuazioni sul mercato che non possono essere controllate dal venditore;

  • registrazioni audio o video sigillate o di software informatici sigillati che sono stati aperti dopo la consegna;

  • giornali, periodici e riviste ad eccezione dei contratti di abbonamento per la fornitura di tali pubblicazioni;

  • contenuto digitale mediante un supporto non materiale se l’esecuzione è iniziata con l’accordo espresso del cliente e con la sua accettazione del fatto che in tal caso avrebbe perso il diritto di recesso;

  • beni il cui prezzo è legato a fluttuazioni nel mercato finanziario che il venditore non è in grado di controllare e che possono verificarsi durante il periodo di recesso.

Resta comunque in capo al venditore l’obbligo di informare il cliente dell’esclusione dei prodotti dal diritto di recesso.


 

Diritto di recesso durante saldi e promozioni: valido!

Il “saldo” in sé, non è mai (o non dovrebbe essere) legato ad un difetto del bene ma piuttosto legato ad un abbassamento del valore di un determinato capo (in genere di abbigliamento) che sta per “andare fuori moda”: in ragione della sua vetustà, non è più conveniente per il merchant venderlo con il prezzo originario e pieno, poiché si alza il rischio dell’avanzo in magazzino. Il consumatore che acquista online, pertanto, può fare acquisti anche in periodo di saldi nella più totale certezza dei propri diritti.



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